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Teatro Naturale

12/10/2017

Scommesse e azzardi intorno al mondo degli oli di oliva

Dopo l'industrializzazione del settore ed aver fatto diventare l'olio extra vergine di oliva una commodity ora la Spagna si interroga sulla possibilità di creare una corretta scala di valori nella grande famiglia degli oli di oliva

In Italia il dibattito sulla differenza di prezzo tra olio extra vergine di oliva e olio raffinato o lampante è molto vecchio.

Già più di dieci anni fa olivicoltori ed esperti del settore si interrogavano sull'opportunità di produrre extra vergine, con la relativa necessità di un aumento dei costi di produzione spesso non adeguatamente remunerati, oppure produrre, facilmente e senza particolare impegno, olio lampante. La differenza di prezzo era minima, di 20-30 centesimi di euro/kg.

Oggi nella stessa situazione vi è la Spagna con una differenza prezzo, tra l'extra vergine e l'olio raffinato, di 12 centesimi di euro/kg nelle ultime settimane.

Come, qualche anno addietro, gli italiani puntavano l'indice contro la Spagna, rea di aver favorito, con l'industrializzazione del settore, un ribasso generalizzato delle quotazioni dell'extra vergine, ora la Spagna punta l'indice contro l'Italia. Nel nostro Paese la differenza di prezzo tra extra vergine e olio raffinato supera gli 1,5 euro/kg.

Le condizioni commerciali e produttive degli ultimi anni, in particolare gli ultimi quattro, hanno creato in Italia quella scala di valore nella famiglia degli oli di oliva che gli spagnoli ambiscono.

E sperano che questo sia l'anno buono per dare avvio a questo percorso, anche in ragione di una previsione produttiva abbastanza bassa.

Da una parte ci sono olivicoltori e frantoiani che sperano la produzione si attesti su 1,1 milioni di tonnellate, per tenere elevate le quotazioni (circa 4 euro/kg), dall'altra ci sono gli industriali e gli imbottigliatori che si augurano il miracolo, ovvero rese particolarmente elevate che consentano di recuperare 150-200 mila tonnellate alla produzione iberica, tale da avere maggiore flessibilità di manovra sui prezzi dell'extra vergine per portarli più vicini a 3,5 euro/kg.

La Spagna sta guardando all'interno dei suoi confini ma anche all'estero, in particolare in Italia e Grecia, dove si aspettano produzioni più basse rispetto alla media degli ultimi anni, e Tunisia e Portogallo che invece dovrebbero registrare incrementi significativi.

La vera partita, a livello commerciale, si gioca su 200-250 mila tonnellate. Se si avvereranno le peggiori previsioni, con una produzione globale a 2,7 milioni di tonnellate (a fronte di consumi per 2,9 milioni) si registreranno forti tensioni sulle quotazioni mentre se la Spagna e qualche altro Paese dovesse avere produzioni migliori del previsto, raggiungendo così la parità tra produzione e consumi è probabile che si registrerà una stabilizzazione, volta a favorire il consolidamento di posizioni e quote di mercato.


Per approfondimenti

www.teatronaturale.it

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